“Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.”
So di avere saltato alcune strofe ma mi premeva questa di frate foco a causa dei tanti incendi che hanno devastato le nostre montagne e colline in questa bollente estate. Almeno in alta montagna non sono stati dolosi o dovuti a disattenzione. Sono stati i fulmini dei tanti temporali senza pioggia a provocarli. Incendi di alta quota sopra i boschi, sulle pareti rocciose circondate da arbusti e fogliame così secchi da prendere immediatamente fuoco e dare inizio a incendi radenti difficilmente raggiungibili se non dall’alto con i canadair o gli elicotteri.
Fuochi che dormivano sotto terra in braci ardenti e ricomparivano dopo giorni che si credevano spenti per ricominciare al passaggio di un animale o dopo una piccola frana che smuoveva la terra ancora calda e scopriva le braci. Montagne intere che bruciavano quando l’incendio radente raggiungeva le chiome dei boschi. Fumo e cenere che scendevano nelle valli come una nebbia affumicata. Centinaia di volontari AIB ad aiutare i vigili del fuoco. Due mesi di lotta ininterrotta a spegnere fiamme e bonificare il sottobosco.
Insomma frate foco questa estate ha dimostrato davvero quanto sia robustoso e forte. Ma anche quanto sia bello e gioioso nelle foto notturne postate dalla gente sui social con le fiamme che incoronavano le cime impervie impossibili da spegnere a causa del vento caldo, delle alte temperature e della siccità. Poi finalmente a fine agosto è arrivata sorella pioggia a mettere in castigo frate foco che si era divertito per così tanto tempo causando immensi danni a foreste montagne animali e umani.
Ha illuminato innumerevoli notti questa estate, ma non per radunare la gente a cantare intorno al falò. Il suo dilagare è stato un insegnamento a noi uomini e donne di buona volontà. Non si può approfittare della natura indugiando in uno sfruttamento sconsiderato. Le conseguenze saranno terribili. Frate foco è bello e iocundo, ma anche forte e robusto.
Attenzione a rendergli facili le condizioni per espandersi. Sarà difficile fermarlo.
Frate Francesco ha bene scelto gli aggettivi per descriverlo.
Lodiamo Dio per questo dono anche se ne siamo indegni.