“Sii lodato, o mio Signore, per nostra sorella Morte corporale dalla quale nessun uomo mortale può sfuggire: guai a quelli che moriranno in peccato mortale; beati quelli che essa troverà nella Tua santissima volontà, poiché la seconda morte non farà loro male.”
Questa strofa si narra che sia stata aggiunta in un secondo momento quando le condizioni di salute di frate Francesco si erano aggravate e lui sentiva avvicinarsi il momento dell’incontro con Dio. Non poteva più scrivere quindi l’ha dettata forse a frate Leone, uno dei suoi più cari amici e confratelli.
Definisce la Morte corporale ovvero la morte del corpo perchè l’anima secondo la fede cristiana non muore, ma raggiunge Dio nel suo Regno nella comunione dei Santi. Questo è il destino di tutti noi a cui come dice il Santo nessuno può sfuggire. Tutti gli esseri viventi compiono un ciclo che prevede uno sviluppo che va dal nascere al crescere, riprodursi, invecchiare e morire, con una durata che è diversa a seconda dell’organismo e della specie. Non si sfugge a questa legge della natura, ma Gesù è venuto a dirci che per noi c’è un destino diverso che travalica la porta della morte del corpo per condurci nell’abbraccio del Padre a ricongiungerci con tutti i nostri cari che ci hanno preceduto e ci attendono. Perciò San Francesco chiama la Morte sorella. Egli sa che dopo averla incontrata tutto il dolore, il dubbio, le difficoltà della vita terrena spariranno ed egli vivrà nella luce di Dio, quel Dio che egli aveva incontrato e riconosciuto nella sua breve vita, in ogni momento, nei poveri, nei fratelli e sorelle e in tutte le creature.
Vero è però che non sempre ci sentiamo di chiamare la Morte sorella. Quando chi muore è un bambino o un giovane o quando la morte è improvvisa o tragica è difficile accettarla e pensarla sorella. Sembra più una matrigna, una strega di cui avere paura e così viene spesso rappresentata con la falce e avvolta in un nero mantello. Ci sono diversi Santi che hanno scritto di attendere la Morte senza paura. Mi viene in mente Pier Giorgio Frassati che a 24 anni scrisse
“Il giorno della mia morte sarà il più bello della mia vita”.
È morì pochi mesi dopo nella disperazione di tutti.
La festa di tutti i Santi dovrebbe aiutarci ad affrontare la naturale paura della morte poiché ci propone la visione del Paradiso dove i nostri cari vivono nella gioia, nella luce e nell’Amore eterno in Comunione profonda con Dio, ma anche con noi che spesso ne sentiamo la mancanza. Dovremmo esercitarci a sentire questa Comunione spirituale che consola e rasserena e provare a immaginare la Morte misteriosa, di cui abbiamo paura perché sconosciuta e fuori dal nostro controllo, come una porta da varcare, oltre la quale si apre una nuova vita reale perché promessa dallo stesso Gesù.
So che non è facile. Ho dovuto affrontare molti lutti nella mia vita e devo dire che oggi temo più la morte delle persone care della mia personale, che sento davvero come una sorella, un angelo che mi accompagnerà nel mio momento, che non posso sapere quando e come arriverà ma sarà una festa. Ho deciso di fidarmi del Dio che accoglie e consola e che consolerà anche i miei cari quando sarà il momento.
Frate Francesco non aveva dubbi. Sorella Morte lo ha accompagnato verso la méta tanto attesa. Egli risplende tra i santi ed è vivo.
“Frate Francesco è vivo fra noi e c’è nel cielo più luce che mai, fra i cherubini mandati per lui per l’angelo bellissimo!”
-Da “Forza venite gente”, canto finale