Laudato si’, mi’ Signore, per sora aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Questo mese di settembre è dedicato dalla Chiesa Cattolica alla Cura del Creato. Quest’anno il tema è Acqua viva. Papa Leone ha esortato più volte a celebrare il dono dell’acqua nei modi più diversi a seconda del luogo e della realtà in cui si vive. Lo chiede al termine dell’estate più calda e asciutta di tutti i tempi, non a caso.

Da fine agosto è arrivata sora acqua in forma di pioggia a placare gli incendi estivi e a dare tregua a un’estate bollente che ha provocato una grave siccità. Mai come quest’anno ho sentito invocare la pioggia, ma non il temporale che fa danni, la pioggia continua, che dura ore ed ore, che dura giorni, che scende come un sipario liquido che disseta la terra, che rimane, che inzuppa, che dà sollievo a tutte le creature. Che riempie torrenti e ruscelli rimasti troppo a lungo in secca.

Preziosa, umile e casta come scrive San Francesco. Ma anche indispensabile alla vita. Indispensabile per non morire di caldo, per non morire di sete, per spegnere i fuochi e dissetare ogni vivente. Il rumore dell’acqua è un rumore bianco, porge il sonno ai bambini, dona pace agli animi, risuona dentro e calma gli spiriti. Goccia dopo goccia rinnova la vita che rinasce dove c’era solo il deserto.

Mai come alla fine di questa estate rovente dovremmo ringraziare per il dono dell’acqua, preziosa come dice il Santo e sempre più rara. Ed essere consapevoli che questo meraviglioso dono di Dio è sempre più raro e dunque non sprecarne neppure una goccia. Ricordare che l’acqua è un dono per tutti e deve restare un dono gratuito non può diventare un bene commerciale su cui fare profitti.

Occorre invece custodirla, raccoglierla, non insozzare la sua castità perché ne siamo responsabili come lo siamo per tutta la Terra che ci è stata data in dono e spesso ce ne dimentichiamo.